
Riina ormai è il capo indiscusso di Cosa Nostra, della nuova Commissione fanno parte solo i suoi fedelissimi: Michele Greco, Brusca, Di Maio e naturalmente Binnu Provenzano.
Totò, incurante degli inviti di Binnu alla moderazione, stermina con ferocia ogni opposizione.
Quando Apuzzo, uno dei boss della vecchia guardia, contatta Buscetta, preoccupato della piega che stanno prendendo gli affari, lo fa eliminare e stermina la famiglia Buscetta, sciogliendo i loro corpi nell'acido.
Intanto Biagio riceve la visita di Mangano, ormai in pensione, che lo mette in contatto con i giudici Falcone e Borsellino, i quali hanno costituito un pool antimafia.
Riina continua la sua guerra alle istituzione, guerra che culmina con la morte di Falcone e Borsellino. Ultimo, intanto, riesce ad arrestare l'ormai vecchio Totò.
La lotta di Riina alle istituzioni culmina con la morte di Falcone e Borsellino. Il capitano Ultimo, però, riesce ad arrestare l'ormai anziano Totò.
Riina instaura il regno del terrore, sterminando gli oppositori, tra cui la famiglia di Buscetta, ed assassinando i rappresentanti dello Stato che si mettono sulla sua strada. I giudici Falcone e Borsellino, però, non si arrendono e continuano ad indagare.
Riina stermina gli oppositori, tra cui la famiglia di Buscetta, ed assassinando i rappresentanti dello Stato che si mettono sulla sua strada.
Il traffico della droga è il nuovo businnes della mafia negli anni '80. Riina non vuole stare ai margini e scatena contro i palermitani una guerra che lo vede presto unico capo della mafia. Biagio vede morire il suo capo e amico Boris Giuliano.
Il traffico della droga è il nuovo businnes della mafia. Riina non vuole stare ai margini e scatena contro i palermitani una guerra che da cui esce vincitore.