La lotta di Riina alle istituzioni culmina con la morte di Falcone e Borsellino. Il capitano Ultimo, però, riesce ad arrestare l'ormai anziano Totò.
Riina stermina gli oppositori, tra cui la famiglia di Buscetta, ed assassinando i rappresentanti dello Stato che si mettono sulla sua strada.
Il traffico della droga è il nuovo businnes della mafia. Riina non vuole stare ai margini e scatena contro i palermitani una guerra che da cui esce vincitore.
L'ascesa di Riina non si ferma, malgrado la morte di Calogero durante un'azione nel covo di Cavatajo, un boss mafioso rivale.
Liggio attraverso il legame con Vito Ciancimino, assessore ai lavori pubblici, stringe un accordo con il boss palermitano La Barbera.
Nella Sicilia del dopoguerra Biagio Schirò, Totò Riina, Bernardo Provenzano e Calogero Bagarella diventano una banda al soldo del boss Luciano Liggio.