Madonna, dalla fede alla flebo il passo (di danza) è breve

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Madonna è ancora la regina della musica pop? E soprattutto: merita tutt'oggi la corona che calzava in testa all'ingresso dell'intervallo del Super Bowl domenica scorsa, davanti ai 114 milioni di spettatori da record per il suo mini-show di 13 minuti? La copertina di "Sportweek", uscita con un giorno di anticipo rispetto alla finale tra Giants e Patriots, sembrava scommetterci positivamente. Viene da chiedersi piuttosto quanti, tra il vasto pubblico, si siano chiesti se Madonna abbia ancora la forza di contrastare l'avvento di Lady Gaga, se sia ancora la provocatrice di "Vogue" (che ha aperto l'esibizione) alla luce di quanto fatto vedere dalla "mother of monsters" negli ultimi anni. Il suo spettacolo, antipasto-promo del Cd "MDNA" (in uscita il 26 marzo prossimo), ha gettato qualche dubbio. Balletti che sembravano coreografati da Don Lurio, il dito medio di M.I.A. inquadrato ad arte per creare polemica, l'acchiappo con i contemporanei LFMAO per creare il link-mashup con i più gggiovani, il coretto gospel finale su "Like a Prayer" visto e rivisto fino alla noia (anche al Festival di Sanremo...), il nuovo singolo "Give me all your Luvin" che si perde negli echi degli ultimi hit di Gaga stessa o di Rihanna e Katy Perry. E poi lei: in completo Givenchy e mezzi tacchi che manco mette più la nonna in carriola, la Signora Ciccone ha mosso le labbra (solo quelle!) in un imbarazzante playback che ha accompagnato una danza da Villa Arzilla a Capodanno in cui la nostra ha rischiato il capitombolo clamoroso (la scena ha raggiunto il top dei "Nuovi Mostri" di "Striscia" questa settimana). Roba da far sembrare i criticati cartonati dei Black Eyed Peas dell'halftime dell'anno scorso degli eroi o rivalutare al grido di "santa subito!" l'Elisabetta Canalis di "Dancing with the Stars". Per dire: quando tre ballerini hanno fatto compiere alla popstar tre giravolte consecutive, facendo temere il peggio per la sua pressione sanguigna, ci si è chiesti se la divina non meriti il divano, se quella che un tempo era una fede non sia diventata una flebo. 
 
Leo Grant
@Leo_Grant   
 

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