Charlotte (Liz Solari) è una splendida ballerina di 18 anni. Simpatica, sicura di sè, corteggiatissima e con tante amiche. Ma non è stato sempre così.
Prima di partire per New York, dove si sarebbe diplomata e sarebbe diventata un fantastico cigno, a 10 anni era grassottella e goffa.
Si difendeva dietro a una insuperabile timidezza che, però, non le proibiva di sentirsi perdutamente innamorata, anche lei, del bel Gonzalo (Tomas De Las Heras), promessa del calcio e idolo delle ragazzine della scuola.
Un amore non corrisposto, e spesso oggetto di umiliazioni e derisioni da parte dei suoi coetanei che continuano a provocarle dolore e una sete infinita di rivalsa.
Quando decide di lasciare la Grande Mela e di far ritorno in Argentina dal padre per incontrare i "vecchi amici", Charlotte vuole saldare i conti, primo fra tutti quello con Gonzalo.
Così sotto falso nome, quello di Jessica, inizia la sua rivincita senza esclusione di colpi...
Lila corre da Charlotte per raccontarle del bacio con Fermin, ma la ragazza è immersa nella sua nuova attività. Fermin, intanto, sente di essere escluso dai suoi amici, che rivelano a due ragazzi della scuola che, nel loro gruppo, lui è l'unico omosessuale.
Lila corre da Charlotte per raccontarle del bacio con Fermin, ma la ragazza è completamente immersa nella sua nuova attività.
Charlotte racconta a Maxi e Mercedes la storia della maledizione del furetto. Le due decidono di rivolgersi a un mago che possa levar loro il malocchio, ma Charlotte architetta per loro un bello scherzetto. Lo stregone è infatti Diego che convince Mercedes a...
Charlotte decide di far spaventare Maxi e Mercedes; racconta loro la storia della maledizione del furetto.
Lucho, Diego e Gonzalo hanno i postumi della sbornia e si dimenticano della partita. In piena crisi chiedono quindi a Marcos di giocare con loro il quale, però, li fa perdere di proposito. La stampa, nel frattempo, pubblica foto e indiscrezioni sulla festa
Lucho, Diego e soprattutto Gonzalo hanno i postumi della sbornia e si dimenticano che avevano una partita.