Squadra Antimafia 2

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01/06/2010 h 11:01

Claudio Gioè, siciliano dagli occhi azzurri

L'attore, uno dei talenti del cinema italiano, ha fatto fortuna con la lotta alla mafia

Claudio, Gioè

Il suo nome forse non è ancora entrato nella mente del pubblico italiano, ma il suo volto è famosissimo e da sempre associato a ruoli che più o meno direttamente sono legati alla mafia.

Claudio Gioè è da due stagioni l'enigmatico vicequestore Ivan Di Meo, protagonista maschile della fiction Squadra Antimafia: una vita sempre al confine tra bene e male, tra reale identità e coperture più disparate, tra giustizia e criminalità.

Classe 1975, Claudio nasce a Palermo, dove si diploma al liceo classico. Decide di inseguire subito le sue velleità artistiche, e per questo si trasferisce a Roma per studiare all'Accademia d'Arte Drammatico di Silvio D'Amico. Non ci vuole molto per scoprire il suo talento, esaltato nel film I cento passi di Marco Tullio Giordana: è Salvo Vitale, l'amico di Peppino Impastato interpretato da Luigi Lo Cascio. E' il suo primo ruolo legato alla mafia.

Claudio si afferma come uno dei migliori attori del nuovo cinema italiano, spesso nella parte del siciliano dal forte accento. Nel 2003 ottiene la parte di Vitale Micavi, l'amico palermitano conosciuto a Torino da Nicola nel magnifico affresco di Giordana, La Meglio Gioventù.

Nel 2003 è in Mundo Civilizado, l'anno dopo in Stai con me... e in un'altra produzione d'impegno civile contro la mafia, la mini fiction Paolo Borsellino. Nel 2005 è in Ti racconto una storia, Cefalonia, E se domani, Piano e Dalla finestra aperta.

Porta in teatro lo spettacolo L'istruttoria, storia basata su documenti che riportano a una Catania degli Anni 80 e si rifanno al processo per l'omicidio del giornalista Pippo Fava, ucciso dalla mafia nel 1984. "Bisogna parlarne. E quando mi chiedono di essere portatore della cultura della vita più che di quella della morte mi sento partecipe" dice l'attore.

Ironia della sorte, per qualcuno che ha fatto della lotta alla mafia un impegno concreto, Claudio si ritrova nei panni di Totò Riina, nella serie Il capo dei capi. Riesce talmente bene nella parte da ricevere i complimenti dal diretto interessato, che si dice abbia seguito con attenzione la serie dal carcere.

Il suo commento a chi accusa il film di giustificare il superboss di Cosa Nostra: "Sarebbe stato ridicolo fare il cattivo col ghigno - afferma - noi siciliani sappiamo che la mafia sa essere seducente".

Anticipazioni

Trama episodio del 10 giugno

Siamo giunti alla resa dei conti. Rosy Abate ha finalmente recuperato il computer di Lipari e per accedere ai conti del colombiano assolda un hacker. Claudia Mares e la Duomo sono decisi una volta per tutte a fermare la "Madrina" di Palermo.

Rosy ha il pc di Lipari, il mezzo che la farà diventare la Madrina di Palermo. Ma Claudia e la Duomo vogliono stanarla una volta per tutte: come finirà?

Trama episodio del 26 maggio

In carcere, Ivan, considerato un infame, rischia la vita. Anche Fiamma è nei guai: rischia la sospensione per l'omicidio di Pinna: l'arma del mafioso, che proverebbe la legittima difesa, non è mai stata ritrovata. La pistola è nelle mani di alcuni ragazzini.

In carcere, Ivan, considerato un infame, rischia la vita. Anche Fiamma è nei guai...

Trama episodio del 2 giugno

Gli uomini di Rosy rapiscono Di Meo e lo torturano per sapere dov'è nascosto il pc di Lipari. Quando arriva Rosy l'uomo le rivela un falso nascondiglio, per prendere tempo. Intanto la Mares e i suoi continuano le ricerche del luogo dove viene tenuto segregato Ivan.

Rapito e torturato, Ivan continua a non voler rivelare il luogo in cui si trova il pc di Lipari.

Di tutto un po'

Claudio Gioè, siciliano dagli occhi azzurri

L'attore ha fatto fortuna con i ruoli in cui dichiara lotta alla mafia. L'abbiamo apprezzato nel film I cento passi e nella fiction Paolo Borsellino. Eppure, ironia della sorte, la sua migliore prova è stata quella del boss Totò Riina...

L'attore ha fatto fortuna con i ruoli in cui dichiara lotta alla mafia. Eppure, ironia della sorte, la sua migliore interpretazione è stata quella del boss Totò Riina...

Francesco Mandelli, il Nongio è cresciuto

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Giulia Michelini, una vita al massimo

A guardarla, con quel viso dolce e il sorriso che spiazza, non dimostra neanche i 24 anni che ha. Eppure il suo curriculum è invidiabile: l'esordio in Distretto di Polizia, poi i RIS, Paolo Borsellino e La ragazza del lago. E pensare che è anche mamma...

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