
All'indomani del processo d'appello a Pacciani, il procuratore Vigna, consapevole della debolezza della prove, decide di avere un nuovo occhio sulle indagini e chiama il commissario Michele Giuttari. Giuttari prende in carico il caso del mostro, rilegge gli atti, ricostruisce i delitti e si convince che Pacciani è colpevole, ma che non può aver agito da solo.
Renzo è conquistato da Giuttari e decide di consegnargli un plico con dentro tutte le indagini da lui condotte sulla morte di sua figlia Pia.
Il processo d'appello sta per iniziare, se c'è veramente qualcun altro coinvolto negli omicidi, Giuttari si deve sbrigare. Le sue indagini lo conducono a un amico di Pacciani, tale Giancarlo Lotti.
L'uomo, interrogato, crolla.
Lotti confessa di aver fatto da palo fin dal 1982 agli omicidi del mostro, o meglio dei mostri: perché insieme al Pacciani, i delitti sono stati commessi anche da Mario Vanni, il postino di San Casciano. Giuttari traccia un profilo del Vanni: amico di Pacciani, uomo violento, sessualmente deviato, anch'esso frequentatore delle prostitute di zona.
Scopre anche che fu Vanni a molestare Pia Rontini al bar in cui lavorava.
Ma la corsa contro il tempo degli inquirenti non finisce bene.
Nel frattempo le indagini proseguono: con la morte di Lotti e Pacciani, e con Vanni in carcere, la storia del mostro potrebbe sembrare chiusa, ma Giuttari e Canessa non si sentono appagati; ci sono ancora troppi misteri irrisolti sui quali è necessario fare luce.
Nasce così il Gides.
L'idea che prende corpo nella mente degli inquirenti è che dietro gli omicidi dei compagni di merende possano nascondersi dei mandanti, ed è su questa ipotesi che si concentrano gli sforzi degli uomini del Gides e della procura.
All'indomani del processo d'appello a Pacciani, il procuratore Vigna chiama il commissario Michele Giuttari che si convince che Pacciani non può aver agito da solo. Le indagini lo conducono a un amico di Pacciani: Giancarlo Lotti. Interrogato confessa...
All'indomani del processo d'appello, il procuratore Vigna chiama il commissario Giuttari che si convince che Pacciani non può aver agito da solo.
Renzo è sconvolto dalla morte di Pia e decide di scoprire la verità con ogni mezzo. Intanto la procura di Firenze istituisce una squadra anti mostro, la SAM, guidata dal capo della mobile Ruggero Perugini, mentre le indagini vengono prese in carico dal sostituto procuratore Paolo Canessa.
La procura di Firenze istituisce una squadra anti mostro, la SAM. Nonostante gli sforzi degli inquirenti, il mostro nel settembre del 1985 colpisce ancora.
Le indagini sull'omicidio di una coppia nel 1968 vengono riaperte. Il cerchio si stringe su alcuni amici e conoscenti di Stefano Mele ed emerge il nome di Francesco Vinci. Dettaglio non secondario, Vinci conosceva il guardone arrestato per il delitto di Scandicci.
Le indagini sull'omicidio di una coppia nel 1968 vengono riaperte. Il cerchio si stringe su alcuni amici e conoscenti di Stefano Mele...